jazz -RUDRESH MAHANTHAPPA's INDO-PAK COALITION EL GALLO ROJO presenta MIKEY FINN + CUONG VU MAURO OTTOLINI WILDBREAD QUARTET

Dove: Teatro Romano - Regaste Redentore 2 - Verona
RUDRESH MAHANTHAPPA'S INDO-PAK COALITION
Rudresh Mahanthappa (sax alto), Rez Abassi (chitarra), Dan Weiss (tabla)
Il fatto che Manthappa sia di origini indiane, nato a Trieste e cresciuto in Colorado, potrebbe essere sintomatico di come la radice del suo interesse per la commistione culturale e musicale vada ricercata nel suo dna, ancora prima che in un attivo sforzo sincretico. Questa Indo-Pak Coalition è uno dei migliori tasselli di una caleidoscopica attività che ha portato Manthappa far parte di formazioni in equilibrio tra l’improvvisazione di matrice jazzistica come il Dakshina Ensemble, nel quale ha conosciuto l’indiano Rez Abbasi, straordinario virtuoso della chitarra con una giovane carriera già ricca di prestigiosi ingaggi. L’ultimo vertice del trio, Dan Weiss, è stato per anni batterista e percussionista con alcuni dei più grandi jazzisti del mondo e da quasi dieci anni ha approfondito lo studio della tabla, studiando e suonando con rinomati maestri indiani.
MICKEY FINN & CUONG VU
Cuong Vu (tromba, elettronica), Enrico Terragnoli (chitarra), Giorgio Pacorig (tastiere), Danilo Gallo (contrabbasso), Zeno de Rossi (batteria)
Il jazz, i suoni elettrici e una sorta di allucinata malattia sonora sono ingredienti basilari del gruppo Mickey Finn, nato tre anni fa dall’incontro in seno all’etichetta indipendente El Gallo Rojo tra giovani appassionati non solo di jazz, ma anche di rock e improvvisazione. Il quartetto in questa occasione torna a ospitare il trombettista Cuong Vu, che era già stato ospite del gruppo due anni fa, in occasione di un breve tour italiano.

MAURO OTTOLINI WILD BREAD QUARTET
Mauro Ottolini (trombone, sousaphone), Daniele D'Agaro (tenore, clarinetto), Stefano Senni (contrabbasso), Cristiano Calcagnile (batteria, percussioni)
La prima volta di Mauro Ottolini sul palco del Teatro Romano coincide con l’esordio veronese di questa nuova formazione, battezzata l’anno scorso. L’energia e l’originalità di questo notevole quartetto, che coniuga la grande tradizione del jazz africano con le pulsazione del groove e con la potenza immaginifica dell’improvvisazione, potrebbero essere prese a paradigma della musica e della personalità di “Otto” che a Verona ha mosso in primi passi da musicista. Con lui Daniele D’Agaro, sassofonista e clarinettista friulano che per anni ha registrato e suonato ad Amsterdam e Chicago, Stefano Senni, protagonista della scena veronese dove ha suonato con i più grandi del jazz e infine Cristiano Calcagnile è un musicista che permette di cogliere l’essenza e il senso più intimo della batteria


