romeo e giulietta in danza

Con un salto in avanti di quasi un secolo eccoci nell’Arena di Verona dove va in scena ai primi di agosto del 1955 “Giulietta e Romeo”: Vi tornerà nel 1971, nel 1982 e nel 1991.
Al Teatro Romano “Romeo e Giulietta” viene proposto per la prima volta nel 1974 in forma di estratto all’interno di una serata di balletti shakespeariani eseguiti dal corpo di ballo della Fenice di Venezia. C’è “Macbeth”, c’è “Amleto”, e ci sono dei passi a due dal “Romeo e Giulietta” di Prokofiev con la coreografia di John Cranko (a tutt’oggi la più celebre e la più rappresentata al mondo) interpretati dalla coppia Carla Fracci - James Urbain. Tre anni prima la coppia è stata applaudita protagonista, in Arena, dell’edizione integrale di questo balletto creato da John Cranko nel 1958 e da lui rivisto nel 1962. Per la cronaca Cranko muore, quarantaseienne, un anno prima, il 26 giugno 1973, durante il volo di ritorno da una tournée negli States.
Questi i successivi allestimenti al Teatro Romano.
Nel 1979 va in scena in forma integrale (per ben dodici serate!) l’edizione di Prokofiev con la coreografia di Vittorio Biagi che è anche Romeo. L’esito è buono ma è una versione che non regge certo il confronto con quella di Cranko.
Nel 1984, a chiudere l’Estate Teatrale, è una grande edizione di “Romeo e Giulietta” a firma di Birgit Cullberg nell’esecuzione del Cullberg Ballet. La musica è quella arcinota di Prokofiev e la coreografia, concepita nel 1969 per una ventina di danzatori, mette assieme classico e contemporaneo. Memorabile il cast: nelle due prime serate Giulietta è una ventinovenne Ana Laguna al massimo della sua espressività artistica. Nelle altre due rappresentazioni è Pompea Santoro, italiana, ventidue anni, di lì a poco étoile della compagnia svedese. Per tutte e quattro le serate è in teatro anche Birgit Cullberg, settantaseienne in gran forma che alla platea preferisce la gradinata da dove, estasiata, si gusta lo spettacolo che ben conosce ma soprattutto la vista su Verona che la incanta insieme ai profumi “mediterranei” del teatro. In scena anche Mats Ek, suo figlio, che le succederà alla guida della compagnia.
Nel 1988 torna la tradizione: musica di Prokofiev e coreografia di Cranko. L’esecuzione è del Balletto dell’Opera di Monaco di Baviera ma i tre protagonisti (in sintonia con la diaspora che dagli anni Ottanta in poi contraddistingue la nostra danza) sono tre italiani, tutti e tre primi ballerini della compagnia tedesca: Renata Calderini (Giulietta), Maurizio Bellezza (Romeo) e Davide Bombana (Mercuzio). È una delle ultime esibizioni italiane della coppia Calderini-Bellezza che cinque anni dopo, ancora giovane e in forma, lascerà le scene.
Nel 1998 Robert North riallestisce, per la Fondazione Arena dove è direttore del ballo, il “Romeo e Giulietta” su musica di Prokofiev da lui creato per il Grand Théâtre de Genève nel 1990. Giulietta è Mia Johansson e Romeo è Benito Marcelino.
Infine, nel 2005, Maria Grazia Garofoli firma “Il sogno veneto di Shakespeare” ispirato a “Romeo e Giulietta”, alla “Bisbetica domata” e a “Otello”. In scena, su musiche rinascimentali, i personaggi principali delle singole opere più una serie di cori simbolici che fanno da sfondo alla vicenda. Il balletto torna in scena, in una nuova edizione, i prossimi 12, 13 e 14 luglio.
Da ricordare, per finire la carrellata sui “Romeo e Giulietta” rappresentati al Teatro Romano, la bella versione in flamenco proposta dalla compagnia di Luisillo una decina di anni fa. Come nel film “Los tarantos” la vicenda dei due giovani amanti veronesi si tinge di gitano e si fa particolarmente passionale.


